" Siamo adolescenti. Pensiamo di star vivendo il periodo peggiore della nostra vita, mentre tutti non fanno che ripeterci quanto sia bello avere tredici, sedici, diciannove anni. Abbiamo un corpo che e’ nel pieno del suo vigore, ma non ne siamo per niente contenti. Odiamo tutto cio’ che ci e’ vicino e amiamo tutto cio’ che si trova lontano da noi. Ci piace etichettare le persone, ma non sapremmo definire noi stessi. Passiamo meta’ del tempo a tentare di distinguerci dalla massa e l’altra meta’ a cercare di uniformarci ad essa. Siamo capaci di infischiarcene delle catastrofi naturali, del bullismo e degli assassini a piede libero, ma piangiamo per giorni se non possiamo andare al concerto dei nostri cantanti preferiti. Siamo convinti che nessuno possa capirci, ma probabilmente ne sarebbe in grado chiunque se solo volessimo davvero raccontarci. Ci piace andare in discoteca, spostarci in motorino, bere e fumare per sentirci appena un po’ piu’ grandi, appena un po’ piu’ trasgressivi e per lasciarci credere di poterci distinguere. Ci piace leggere, soprattutto storie che rispecchiano la nostra o che rappresentano quella che vorremmo, ma non siamo disposti ad ammetterlo perche’ temiamo di essere etichettati come «secchioni», «sfigati» o «emarginati sociali». Amiamo ripetere che la musica ci ha salvati e che non potremmo vivere senza, ma ci limitiamo ad ascoltare le solite venti canzoni a ripetizione e a cantare sotto la doccia o in macchina. Questo per noi significa vivere in funzione della musica. Tuttavia non sapremmo davvero fare a meno delle nostre cuffie. Ci evitano cosi’ tante situazioni difficili come, ad esempio, parlare con le persone! La comunicazione manca. Abbiamo le e-mail, Facebook, Twitter, Ask.fm, Tumblr, Whatsapp, Keek, Skype, Viber, Line, WeChat, gli sms gratis e magari - perche’ no?- anche le chiamate illimitate, ma non sappiamo piu’ comunicare. Tantomeno ascoltare. Siamo immaturi, insicuri, irrispettosi, irascibili, ignoranti e maleducati. Un giorno odiamo i nostri genitori, il giorno dopo non vorremmo vedere nessun altro e non ci rendiamo neanche conto di quanto sia difficile per loro sopportare i nostri sbalzi d’umore e il nostro sarcasmo. Non siamo mai contenti. Quando siamo fuori casa vogliamo rientrare, quando siamo a casa vogliamo uscire. Non siamo mai contenti, e se lo siamo non dura mai piu’ di qualche ora. Vorremmo cambiarci, ma non sappiamo come si fa. Allora vorremmo scusarci per essere così fastidiosi, ma ci sembra ancora piu’ difficile. Non abbiamo ne’ l’ingenuita’ dei bambini ne’ la maturita’ degli adulti perche’ non siamo ne’ gli uni ne’ gli altri, anche se a volte sembra il contrario. Sogniamo Londra, gli Stati Uniti, Parigi sotto la pioggia, ma non siamo abbastanza forti da allontanarci da casa per piu’ di qualche settimana senza sentire il bisogno di tornarci. Amiamo le felpe ampie, i cappucci, gli occhiali da sole e qualunque cosa possa nasconderci, ma allo stesso tempo chiediamo solo di essere notati. Idolatriamo musicisti, atelti, attori, ma non riusciamo ad accettare noi stessi. Siamo freddi, scostanti e menefreghisti, ma dentro, dentro siamo ipersensibili e fragilissimi. Facciamo i duri, ma abbiamo bisogno di tutto l’affetto che riusciamo a racimolare e non ci basta neanche mai. Abbiamo un debole per i nonni, con quella loro premura e quella voglia di viziarci che ci fanno piacere a tre anni come a venti. Gli amici sono i nostri confidenti e consiglieri, ma spesso sono confusi quanto e piu’ di noi stessi. In ogni caso, a nessuno raccontiamo proprio tutto. Qualcosa ce lo teniamo sempre dentro e prima o poi lo sfoghiamo piangendo. La notte sotto le coperte, al buio, prima di dormire, piangiamo in silenzio e la mattina dopo ripartiamo, un po’ stanchi ma piu’ sereni. Non vorremmo far altro che mangiare, ma ci limitiamo per paura di ingrassare e non piacere a nessuno. Pensiamo comunque che nessuno ci apprezzi, ma continuiamo ad augurarci il contrario. Camminiamo a passo svelto e con lo sguardo fisso davanti a noi per nascondere l’insicurezza, ma non crediamo realmente di riuscirci. Siamo il piu’ grande esempio di contraddizione della storia dell’umanita’; lo dimostriamo perfettamente quando chiediamo coerenza agli altri. Eppure siamo fatti cosi’, prendere o lasciare. E, per favore, non lasciateci. "
" E quanto fa male quando ti sbattono in faccia i tuoi sogni mentre loro li stanno realizzando al posto tuo e non puoi fare altro che stare a guardare. "
" Ogni tanto, tutti hanno bisogno di essere cercati e non sempre di cercare "
" E poi ti rendi conto di esserti trasformata nella persona che non saresti mai voluta diventare. "
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" Stai bene da sola, ma da sola soffri tanto. Non lo ammetteresti mai, ma si vede da come sei gentile con chiunque, anche con chi non lo merita per niente. Vuoi che le persone ti vogliano bene, e per quanto tu cammini con l’aria di chi non ha bisogno di nessuno tu hai costantemente bisogno di qualcuno. Paure sconfinate e piedi piccolissimi che non ti permettono di scappare abbastanza lontano. Lontana non ci sai andare, poi ti manca l’aria e non sai che fare, ti piace l’Italia, ma non è l’Italia che ti piace, sono quelle dieci o undici persone in tutto senza le quali non sapresti andare avanti, perché ci metti anni ad affezionarti a qualcuno, ma dopo è per sempre. O insomma, quasi. Come tutte le cose belle.
Mi fai sorridere quando dici che non credi agli amori infiniti e poi ti trovo commossa di fronte a un cartone animato che avrebbe dovuto far ridere. Tu non piangi mai perché sei delusa, quando sei delusa urli. Quando piangi è perché speri, speri e non vuoi ammetterlo. Sperare ti ferisce, in qualche modo. Credi che non sia da te, così piangi guardando film comici e ti giustifichi dicendo che non sai davvero come mai, “è da quando sono piccola che mi succede”. E ora come sei? Ti senti grande?
Ti piace la notte e ti piacciono le canzoni che non si usan più e i modi di dire che non si usan più. Tutto in te è sincero, perfino il modo di vestire e di pronunciare le parole. Perfino il modo di respirare. Non ti controlli, non ci riesci e credi che sia un male, invece è meraviglioso, sei un fiore selvatico, uno di quei fiori che non si può cogliere ma solo guardare. Profumi molto, se tu fossi un ricordo saresti l’odore delle lenzuola appena lavate, se tu fossi in me ti ameresti come gli uccellini amano volare, di un amore necessario. Se tu fossi in me ti ameresti per non morire.
Sono qui che ti guardo, assomigli ad una poesia che nessuno mi dedicherà mai, una di quelle poesie che a leggerle pensi che sarebbe stupendo se qualcuno ti vedesse in quel modo e ti amasse così tanto,
invece niente, ma non per questo sei meno bella, non per questo, mai. "
" Oggi dal medico un signore guardandomi ha detto: “i miei tempi belli sono passati. Goditi questi anni fanciulla. Fai tutto quello che vuoi, non andare mai indietro, prova di tutto. Niente rimorsi. Sei giovane e bella, vivi la tua vita senza pensare. Perché quando pensi, piangi e non devi piangere.” "
" Potresti scoprire che la cosa che odi tanto è la stessa che ti manca da morire quando non c’è. "
" Il suo sorriso era uno di quei rari sorrisi che capita di vedere quattro o cinque volte nella vita; pareva comprenderti e credere in te tanto quanto tu vorresti essere compreso e ispirare fiducia. "
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" La durata di un abbraccio tra due persone è di 3 secondi. Ma i ricercatori hanno scoperto qualcosa di fantastico. Quando un abbraccio dura 20 secondi, si produce un effetto terapeutico sul corpo e la mente. La ragione è che un abbraccio sincero produce un ormone chiamato ‘ossitocina’, noto anche come l’ormone dell’amore, questo ormone ha molti benefici sulla nostra salute fisica e mentale, ci aiuta, tra l’altro, a rilassarci, a sentirci al sicuro, a calmare le nostre paure e l’ansia. "
" Proprio come il letto ha bisogno di un corpo e un cuscino ha bisogno di una testa e quella testa ha bisogno di sognare e quei sogni hanno bisogno dei nostri desideri per avere una trama e quei desideri hanno bisogno di stelle per sembrare reali e quelle stelle hanno bisogno del nero intorno a loro per brillare e quel nero ha bisogno del resto di noi perché si sappia che non è nero ma pieno di galassie e proprio quelle galassie hanno bisogno di telescopi perché le si trovi e quei telescopi hanno bisogno di specchi perché si possa vedere così lontano nello spazio e quegli specchi hanno bisogno di mani che li puliscano e lavino via le macchie e proprio come quelle mani hanno bisogno di essere strette, io ho bisogno di te. "
" E un giorno la incontrerai anche tu, la incontrerai anche tu, quella persona vera, con cui non avrai bisogno di fingere.
La incontrerai anche tu, un giorno, quando avrai perso la speranza, o semplicemente, avrai smesso di cercare.
La incontrerai ad un semaforo, e magari attraverserete la strada insieme, vi incontrerete in una piazza e vi guarderete negli occhi, occhi che non sembreranno quelli di due sconosciuti, ma due pozzi neri già visti in un’altra vita, in un altro tempo.
La incontrerai anche tu, dio solo sa quando, ma lo farai, e quel giorno penserai, fra te e te, a tutti gli anni gettati via, persi dietro a persone che non meritavano da te neppure un cenno di considerazione, a tutte le notti passate a fissare il soffitto, alle giornate perdute a vagabondare con la mente in sogni ad occhi aperti destinati a restare illusioni.
La incontrerai anche tu, un giorno, quella persona speciale, quella che vorrà te, e solo te.
Quella che ti scriverà messaggi non eccessivamente dolci, quella che capirà il tuo umore senza vederti.
Quella che ti tratterà dalla meraviglia che sei, e che sei sempre stata.
Quella persona che ti farà sentire bellissima, senza nessuna dieta.Quella persona che ti stringerà la mano, ti guarderà negli occhi e ti bacerà,
non volendo essere con nessun altro da nessun altra parte, se non li assieme a te. "
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