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My wife got sick. She was constantly nervous because of problems at work, personal life, her failures and children. She lost 30 pounds and weighted about 90 pounds. She got very skinny and was constantly crying. She was not a happy woman. She had suffered from continuing headaches, heart pain and jammed nerves in her back and ribs. She did not sleep well, falling asleep only in the mornings and got tired very quickly during the day. Our relationship was on the verge of a break up. Her beauty was leaving her somewhere, she had bags under her eyes, she was poking her head, and stopped taking care of herself. She refused to shoot the films and rejected any role. I lost hope and thought that we’ll get divorced soon… But then I decided to act. After all I’ve got the most beautiful woman on earth. She is the idol of more than half of men and women on earth, and I was the one allowed to fall asleep next to her and to hug her. I began to shower her with flowers, kisses and compliments. I surprised and pleased her every minute. I gave her a lot of gifts and lived just for her. I spoke in public only about her. I incorporated all themes in her direction. I praised her in front of her own and our mutual friends. You won’t believe it, but she blossomed. She became better. She gained weight, was no longer nervous and loved me even more than ever. I had no clue that she CAN love that much.

And then I realized one thing: the woman is the reflection of her man.

If you love her to the point of madness, she will become it.

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" I loved you like a man loves a woman he never touches, only writes to, keeps little photographs of. "
" Sometimes you climb out of bed in the morning and you think, I’m not going to make it, but you laugh inside — remembering all the times you’ve felt that way. "
" Eyes. Those damn eyes fucked me forever. "
" Ho un pessimo carattere.
Il migliore tra i pessimi caratteri, ovviamente. "
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" We’re all lonely for something we don’t know we’re lonely for. How else to explain the curious feeling that goes around feeling like missing somebody we’ve never even met? "
" Siamo adolescenti. Pensiamo di star vivendo il periodo peggiore della nostra vita, mentre tutti non fanno che ripeterci quanto sia bello avere tredici, sedici, diciannove anni. Abbiamo un corpo che e’ nel pieno del suo vigore, ma non ne siamo per niente contenti. Odiamo tutto cio’ che ci e’ vicino e amiamo tutto cio’ che si trova lontano da noi. Ci piace etichettare le persone, ma non sapremmo definire noi stessi. Passiamo meta’ del tempo a tentare di distinguerci dalla massa e l’altra meta’ a cercare di uniformarci ad essa. Siamo capaci di infischiarcene delle catastrofi naturali, del bullismo e degli assassini a piede libero, ma piangiamo per giorni se non possiamo andare al concerto dei nostri cantanti preferiti. Siamo convinti che nessuno possa capirci, ma probabilmente ne sarebbe in grado chiunque se solo volessimo davvero raccontarci. Ci piace andare in discoteca, spostarci in motorino, bere e fumare per sentirci appena un po’ piu’ grandi, appena un po’ piu’ trasgressivi e per lasciarci credere di poterci distinguere. Ci piace leggere, soprattutto storie che rispecchiano la nostra o che rappresentano quella che vorremmo, ma non siamo disposti ad ammetterlo perche’ temiamo di essere etichettati come «secchioni», «sfigati» o «emarginati sociali». Amiamo ripetere che la musica ci ha salvati e che non potremmo vivere senza, ma ci limitiamo ad ascoltare le solite venti canzoni a ripetizione e a cantare sotto la doccia o in macchina. Questo per noi significa vivere in funzione della musica. Tuttavia non sapremmo davvero fare a meno delle nostre cuffie. Ci evitano cosi’ tante situazioni difficili come, ad esempio, parlare con le persone! La comunicazione manca. Abbiamo le e-mail, Facebook, Twitter, Ask.fm, Tumblr, Whatsapp, Keek, Skype, Viber, Line, WeChat, gli sms gratis e magari - perche’ no?- anche le chiamate illimitate, ma non sappiamo piu’ comunicare. Tantomeno ascoltare. Siamo immaturi, insicuri, irrispettosi, irascibili, ignoranti e maleducati. Un giorno odiamo i nostri genitori, il giorno dopo non vorremmo vedere nessun altro e non ci rendiamo neanche conto di quanto sia difficile per loro sopportare i nostri sbalzi d’umore e il nostro sarcasmo. Non siamo mai contenti. Quando siamo fuori casa vogliamo rientrare, quando siamo a casa vogliamo uscire. Non siamo mai contenti, e se lo siamo non dura mai piu’ di qualche ora. Vorremmo cambiarci, ma non sappiamo come si fa. Allora vorremmo scusarci per essere così fastidiosi, ma ci sembra ancora piu’ difficile. Non abbiamo ne’ l’ingenuita’ dei bambini ne’ la maturita’ degli adulti perche’ non siamo ne’ gli uni ne’ gli altri, anche se a volte sembra il contrario. Sogniamo Londra, gli Stati Uniti, Parigi sotto la pioggia, ma non siamo abbastanza forti da allontanarci da casa per piu’ di qualche settimana senza sentire il bisogno di tornarci. Amiamo le felpe ampie, i cappucci, gli occhiali da sole e qualunque cosa possa nasconderci, ma allo stesso tempo chiediamo solo di essere notati. Idolatriamo musicisti, atelti, attori, ma non riusciamo ad accettare noi stessi. Siamo freddi, scostanti e menefreghisti, ma dentro, dentro siamo ipersensibili e fragilissimi. Facciamo i duri, ma abbiamo bisogno di tutto l’affetto che riusciamo a racimolare e non ci basta neanche mai. Abbiamo un debole per i nonni, con quella loro premura e quella voglia di viziarci che ci fanno piacere a tre anni come a venti. Gli amici sono i nostri confidenti e consiglieri, ma spesso sono confusi quanto e piu’ di noi stessi. In ogni caso, a nessuno raccontiamo proprio tutto. Qualcosa ce lo teniamo sempre dentro e prima o poi lo sfoghiamo piangendo. La notte sotto le coperte, al buio, prima di dormire, piangiamo in silenzio e la mattina dopo ripartiamo, un po’ stanchi ma piu’ sereni. Non vorremmo far altro che mangiare, ma ci limitiamo per paura di ingrassare e non piacere a nessuno. Pensiamo comunque che nessuno ci apprezzi, ma continuiamo ad augurarci il contrario. Camminiamo a passo svelto e con lo sguardo fisso davanti a noi per nascondere l’insicurezza, ma non crediamo realmente di riuscirci. Siamo il piu’ grande esempio di contraddizione della storia dell’umanita’; lo dimostriamo perfettamente quando chiediamo coerenza agli altri. Eppure siamo fatti cosi’, prendere o lasciare. E, per favore, non lasciateci. "
" E quanto fa male quando ti sbattono in faccia i tuoi sogni mentre loro li stanno realizzando al posto tuo e non puoi fare altro che stare a guardare. "
" Ogni tanto, tutti hanno bisogno di essere cercati e non sempre di cercare "
" E poi ti rendi conto di esserti trasformata nella persona che non saresti mai voluta diventare. "
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" Stai bene da sola, ma da sola soffri tanto. Non lo ammetteresti mai, ma si vede da come sei gentile con chiunque, anche con chi non lo merita per niente. Vuoi che le persone ti vogliano bene, e per quanto tu cammini con l’aria di chi non ha bisogno di nessuno tu hai costantemente bisogno di qualcuno. Paure sconfinate e piedi piccolissimi che non ti permettono di scappare abbastanza lontano. Lontana non ci sai andare, poi ti manca l’aria e non sai che fare, ti piace l’Italia, ma non è l’Italia che ti piace, sono quelle dieci o undici persone in tutto senza le quali non sapresti andare avanti, perché ci metti anni ad affezionarti a qualcuno, ma dopo è per sempre. O insomma, quasi. Come tutte le cose belle.
Mi fai sorridere quando dici che non credi agli amori infiniti e poi ti trovo commossa di fronte a un cartone animato che avrebbe dovuto far ridere. Tu non piangi mai perché sei delusa, quando sei delusa urli. Quando piangi è perché speri, speri e non vuoi ammetterlo. Sperare ti ferisce, in qualche modo. Credi che non sia da te, così piangi guardando film comici e ti giustifichi dicendo che non sai davvero come mai, “è da quando sono piccola che mi succede”. E ora come sei? Ti senti grande?
Ti piace la notte e ti piacciono le canzoni che non si usan più e i modi di dire che non si usan più. Tutto in te è sincero, perfino il modo di vestire e di pronunciare le parole. Perfino il modo di respirare. Non ti controlli, non ci riesci e credi che sia un male, invece è meraviglioso, sei un fiore selvatico, uno di quei fiori che non si può cogliere ma solo guardare. Profumi molto, se tu fossi un ricordo saresti l’odore delle lenzuola appena lavate, se tu fossi in me ti ameresti come gli uccellini amano volare, di un amore necessario. Se tu fossi in me ti ameresti per non morire.
Sono qui che ti guardo, assomigli ad una poesia che nessuno mi dedicherà mai, una di quelle poesie che a leggerle pensi che sarebbe stupendo se qualcuno ti vedesse in quel modo e ti amasse così tanto,
invece niente, ma non per questo sei meno bella, non per questo, mai. "